Faro Mangiabarche

Una delle attrattive più visitate Nel Sulcis Iglesiente è uno scoglio che ha affondato le navi anche di esperti marinai e pirati, situato non lontano dalla costa di Tonnara, a nord-ovest di Sant'Antioco, nel comune di Calasetta.

Punta Mangiabarche deve il suo nome proprio alla sua fama; lì si erge un piccolo faro entrato in funzione nel 1935, il cui compito è di evitare che le imbarcazioni s’incaglino nelle rocce tutt'intorno.

In inverno i forti venti generano onde che arrivano ad eguagliare l'altezza del faro, dando vita a uno spettacolo aspro e selvaggio; in estate invece il faro è un guardiano placido che domina l'orizzonte del Mar di Sardegna, romantico e unico nel suo genere.

Anche se la sua storia è ricca di pericoli non vi dovete preoccupare: grazie all'esperienza del nostro comandante è possibile ammirarlo in tutta sicurezza, e godere del suo fascino solitario!

Pinna Nobilis

Qualche anno fa in Andalusia sono stati registrati per la prima volta i segnali di quello che poi si è rivelato un fenomeno ecologico senza precedenti che coinvolge tutto il Mediterraneo: si tratta della diffusa morìa di Pinna nobilis (conosciuta comunemente come nacchera di mare) che sta lentamente portando alla sua estinzione.

Si tratta di un cosiddetto mollusco filtratore che, pur essendo commestibile, è estremamente pericoloso da mangiare: accumula infatti grandi quantità di inquinanti e patogeni assorbendoli dal mare e per questo motivo è stato utilizzato come indicatore dell'inquinamento marino. Può raggiungere un metro di lunghezza ed è spesso situato in mezzo alle praterie di Posidonia oceanica, da pochi metri fino a 40 di profondità. Come tanti molluschi marini produce dei filamenti con i quali si ancora al fondo del mare. Questi fili costituiscono il materiale con cui si fabbrica il bisso, utilizzato in passato specialmente in Sardegna per la tessitura di preziosi indumenti dai colori cangianti.

La città più antica d’Europa

Non è Roma la città più antica d'Italia e d'Europa, bensì una cittadina chiamata Sulky, che sarebbe l'attuale Sant’Antioco, nel nostro amato territorio del Sulcis Iglesiente.

È stato studiato e confermato da un team di valenti archeologici, che hanno trovato e analizzato un'anfora fenicia in ceramica risalente addirittura all'800 a.c.

Questo indicherebbe quindi che, ancor prima della fondazione di Roma (avvenuta nel 753 a.c), Sulky esisteva in quanto città ed era anche un importante sito commerciale anche nei confronti dell'Oriente.